Mondo Tram
IL TRAM DEL SABATO di Filobustiere

Ogni sabato appuntamento con un'immagine di tram e la sua storia

16 Giugno 2007 - Se rinasco............(prima parte)
 

Il tormentone che accompagnava l'infanzia della mia generazione era la domanda: "Da grande cosa vuoi fare?" posta da parenti ed amici in visita a casa. Circa le mie risposte, neanche ve le cito considerandone la banalità. Preferisco invece rammentare a mo' di esempio quella che un bambino mio contemporaneo e cantante in erba dello "Zecchino d'oro", diede ad analoga domanda posta dal Mago Zurlì (Cino Tortorella): "O il Papa o il pilota di formula 1" suscitando la tenerezza di tutto l'auditorio per la sua ingenuità.

In adolescenza poi il tormentone si aggiornò ed il quesito si fece più intrigante: "Da grande dove ti piacerebbe vivere?". E qui la mia risposta era senza esitazioni: "Mi piacerebbe vivere in quel quadrilatero (di Napoli) posto tra Piazza Principe di Napoli (Ora piazza della Repubblica), Via Caracciolo (Mergellina), Piazza Sannazzaro, Via Mergellina (Ora Via G. Bruno)." Chi legge e conosce i luoghi, potrebbe condividere questa scelta dettata dai caratteri convenienti di questa zona: vicinanza del mare, palazzi signorili, buoni mercatini, buone comunicazioni, stazione degli aliscafi, porticciolo per attracchi di eventuali imbarcazioni. Alle motivazioni scontate, ci affianco però altre ispirate dalla mia passione per i mezzi di trasporto che ha accompagnato da sempre la mia esistenza e che qui trovavano e trovano tantissimi motivi d'interesse. In quest'area, ogni strada, ogni angolo, ogni palo, parla di tram, di funicolari, di filobus, di metropolitane, di autobus (semplici e a due piani). Insomma veramente ci sarebbe da perdere delle giornate per raccontare la storia dei trasporti vista attraverso l'osservatorio di questo rione. Purtroppo le mie aspirazioni abitative non si realizzarono in quanto la vita, con le sue esigenze, mi condusse altrove. Però "SE RINASCO...........". Ed in tale attesa affido alla visione delle mie cartoline il mezzo per aprire lo scrigno dei ricordi e tuffarci nella storia di questo quadrilatero.  

Iniziamo la nostra passeggiata  da piazza della Repubblica che una volta si chiamava Piazza Principe di Napoli (vedi foto 1). Siamo sul finire del 1800. La Villa Comunale cui appartiene la nostra prospettiva, esisteva già e da poco era stato inaugurato il bellissimo palazzo sede del Grand Hotel. Sarà distrutto da una generosa carica di tritolo dai tedeschi nel 1943. Il signore che invece fa capolino, sta ancora lì. E' il celebre musicista Thalberg: ginevrino di nascita ma viennese di adozione, scelse proprio Napoli per morirvi. Quando si dice "Vedi Napoli e poi muori". Il Viale Principessa Elena (oggi Viale Gramsci) posto di fronte, era in via di urbanizzazione e presto avrebbe preso la definizione di strada più bella di Napoli. Tra l'altro acquisirà il primato, mai deposto, di unica strada napoletana costruita in stile Boulevard parisien con il Viale centrale ed i controvialetti laterali delimitati da palme e pini. Non possiamo allontanarci dal Viale senza notare la totale assenza di botteghe: scelta urbanistica con il fine di non contaminare il carattere aristocratico del quartiere.

Invece ricordiamo la presenza (udite, udite) di un deposito tranviario di tram a cavalli e posto in una traversa a qualche centinaio di metri dalla piazza (vedi foto 2 oggi). Si tratta del deposito "Torretta"  che pare non abbia mai ospitato altro che tram ippo trainati; poi autobus fino al 1930. Oggi ospita un pittoresco mercatino alimentare ed è fiancheggiato da una delle gelaterie più note ed assortite di Napoli. Non spostiamoci dalla piazza ma giriamo il nostro sguardo di 180° e potremo vedere la foto 3.

Siamo sempre in Piazza Principe di Napoli e di fronte c'è la Villa Comunale incorniciata da un Vesuvio davvero fumante. Di fronte la Riviera di Chiaia: una volta lungomare, prima della colmata per ricavarne il Parco pubblico. Dal che il toponimo che rammenta quando la strada fiancheggiva il mare (Riviera). Siamo nel 1905 come con entusiasmo scrive il turista francese che spedì la cartolina. Ma secondo un parere qualificato, in quell'epoca i tram già erano elettrici. Insomma al turista avrebbero rifilato una cartolina non tanto "fresca" che ci ha consentito però questa documentazione. Davvero c'è un via, vai notevole di tram a cavalli; evidentemente già all'epoca la zona era ben collegata. La grande confusione che contrasta con la tranquillità della foto 1, si spiega con l'evento straordinario di una processione religiosa che vi si sta svolgendo. La visione dei tram, anche se a cavalli, lungo la Riviera, ci ripropone il quesito al quale non possiamo sottrarci: ma un giorno vi ritorneranno davvero come ci hanno fatto credere?

Ancora una rotazione di 180°, ci porta con un balzo avanti di circa 50 anni (foto 4). La didascalia ci definisce ancora il vecchio nome dei luoghi che saranno variati negli anni '70. Il collegamento classico con il Capo Posillipo è assicurato da filobus mentre l'imboccatura del Viale Elena funge da cappio tecnico di ritorno per i tram, come ci conferma la presenza di un tram trasporto materiali (l'osservazione richiede una lente d'ingrandimento). Questo angolo della Napoli tranviaria che non c'è più, è stata documentata in maniera molto interessante anche se inconsapevole, dal film "Filumena Marturano" di E. De Filippo.

Intanto la bianca e marmorea silhouette del Consolato Americano, ci rammenta che la guerra è finita da un pezzo e le macerie del Grand Hotel portate via insieme con i ricordi di un turismo esclusivo fatto di bianchi piroscafi, limousine, dame dalle stupende toilette, milord dai grandi bauli contenenti  un vestito per ogni occasione e naturalmente........Grand Hotel. 

Grazie dell'attenzione e buona domenica a tutti i trammofili d'Italia

(segue)

Le cartoline da collezione G.F.

La foto scattata oggi da G.F.


FOTO 1

 

FOTO 2

 

FOTO 3

 

FOTO 4

 


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