| Pensandoci
bene, anch'io ho indossato calzoncini e sandaletti. Non recentemente.
Direi circa 45 anni fa, nei primi anni '60: più o meno quando
il filobus della cartolina transitava per Via Partenope (il lungomare
di Napoli). Era una vettura della linea 240 da piazza del Gesù
a Capo di Posillipo. Quanti ne vedevo passare dalla fermata dell'adiacente
piazza Vittoria mentre aspettavo la "129" che mi doveva riportare
a casa dopo la scuola e che invece non passava mai. Erano bellissimi
con il loro aspetto imponente a tre assi. Molti anni dopo avrei appreso
trattarsi dei Fiat 672 con carrozzeria IMAM. In verità facevano
a gara per frequenza con i piccoli Fiat 640 Garavini in servizio sulla
138 anch'essa diretta a Posillipo ma con proseguimento e termine a Marechiaro.
Sì, proprio Marechiaro della canzone della "fenestella".
Giacchè quel quartiere è residenza di ceti piuttosto agiati,
si diffuse la leggenda metropolitana che gli orari venissero elaborati
in base al modulo Vanoni dei passeggeri. Il modulo Vanoni: niente in
comune con la cantante ma così si chiamava all'epoca la denunzia
dei redditi.
Invece noi diretti alla periferia della periferia, potevamo godere,
si fa per dire, solo di passaggi sporadici del bus utile. Il motivo
della sporadicità, è chiaro, non era sociale ma solo tecnico.
Infatti la 129 aveva un percorso lunghissimo da piazza G. Vico a Bagnoli
per cui erano infinite le possibilità di accumulare ritardi.
La "mia" linea era servita dai famosi Fiat 401 con carrozzeria
Aerfer cioè Made in Naples. Avevano guida a destra, motore accanto
all'autista e cambio semiautomatico. Che lusso! Gli organi motore erano
coperti da un grosso cofano in cabina che qualche fantasioso buontempone,
in omaggio alla novità dell'anno, aveva soprannominato "jukebox".
Subito dietro di esso vi erano 2 + 2 posti un pò elevati, che
erano ambitissimi da noi ragazzi per godere della visuale e che chiamavamo
"il salottino". Nella cartolina 3 si notano, in occasione
di una manifestazione sindacale dei trasporti con ammasso di bus ATAN
in piazza Plebiscito (sede della Prefettura) appunto due bus 401 in
servizio sulla 129.
Un giorno d'estate il servizio 129 per Bagnoli fu sensibilmente rinforzato
per aiuto al traffico dei bagnanti da nuovissimi bus: erano arrivati
i 411 CANSA. Che eleganza con quelle strane porte anteriori grandi una
volta e mezzo le porte normali e con le doghe di mogano. Notai subito
la novità perchè avevano la targa provvisoria di carta
che chiamavamo impropriamente "di prova". Anche le TPN (oggi
CTP) li avevano acquistati per il servizio in provincia. Ma quelli erano
di tutt'altra classe: avevano le doghe in metallo e non nell'elegante
mogano.
Ed io intanti portavo calzoncini e sandaletti. MI SEMBRA IERI!
Grazie dell'attenzione e buona domenica a tutti i trammofili d'Italia
Filobustiere
Foto 1 Filobus linea 240 sul lungomare
Foto 2 Piazza Vittoria con filobus ed alcuni Fiat 401
Foto 3 Piazza Plebiscito: protesta sindacale in prefettura
Foto 4 Piazza Municipio: un bus 401 alla fermata del Maschio Angioino
Tutte
le foto da cartoline
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foto 1

foto2

foto 3

foto 4
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