| Se
vi volete omologare ad un napoletano, chiamatela "piazzacàvour":
una parola sola e con l'accento sbagliato. Qui un famoso e brillante
scrittore partenopeo dice di avervi trascorso il più bel terremoto
della sua vita. Faceva riferimento all'aria di festa che vi si respirava
dopo la prima scossa del sisma di luglio 1930 quando, con grande acume
commerciale, i negozi, i teatrini ed i cinema si illuminarono in orario
inconsueto per accogliere i fuggiaschi dalle case dei vicoli adiacenti.
A lui bambino, per tenerlo tranquillo, i genitori consegnarono un babà
a titolo straordinario.
Ma non è solo questo il contrasto che mi viene in mente pensando
a Piazza Cavour. Già il suo nome è talmente radicato sul
territorio che ci ha fatto perdere di vista a chi fu dedicata. E' chiamata
piazza anche se è uno slargo, un quartiere, un luogo, un posto
dove a volerlo semplicemente girare offre sorprese e spasso a volontà.
A Nord è limitata dalla massiccia mole del Museo Archeologico
Nazionale che i locali chiamano semplicemente "Museo" ed a
sud dalla Via Foria e dal palazzo Upim angolo Via Duomo. Adiacente ed
un pò nascosto c'è uno degli ospedali più antichi
di Napoli che ancora oggi ha il nome poco rassicurante di "Incurabili".
Di fronte dall'altro lato si apre l'ingresso del Rione Sanità
(proprio quello della commedia di Eduardo) famoso tra l'altro per ospitare
lo storico cimitero delle Fontanelle. E non sono anche questi contrasti:
Ospedale/Incurabili, Sanità/Cimitero? Sempre in zona ebbe i natali
il nostro indimenticato Totò che tra l'altro vi girò una
scena in soggettivo dal tram nel film "L'oro di Napoli".
La città una volta si fermava qui con la sua cintura di mura
e con una delle sue porte: Porta San Gennaro. Ai suoi piedi c'è
un'ottima pizzeria adiacente un'impresa di pompe funebri. Ecco un altro
paradosso!
Il lato occidentale è occupato per tradizione da tante piccole
librerie specializzate in compra-vendita di libri scolastici usati.
Sono passati di qui generazioni di studenti ed anch'io vi finanziai
molti dei miei filoni (definizione meridionale per dire quando si marina
la scuola) con qualche libro più o meno usato. Sul lato orientale
invece trovano posto dei piccoli bistrot dove si possono gustare i taralli
napoletani sugna e pepe innaffiati dalla birra.
Nelle cartoline 1 e 4 possiamo vedere la piazza ripresa da due punti
di vista: da Nord e da Sud. C'è un via, vai rilevante di tram
a cavalli ed omnibus. Il servizio degli omnibus iniziò nel 1863
mentre quello dei tram a cavalli nel 1875. Questi ultimi nel momento
di massima espansione poterono contare su 260 vetture.
Con la cartolina 3 facciamo un bel salto in avanti trovando un edificio
completamente nuovo. E' la stazione "Cavour" della prima metropolitana
di Napoli e addirittura d'Italia. Nel 1925, nell'intenzione di creare
un collegamento diretto da Villa Literno a Piazza Garibaldi sulla linea
Roma-Napoli ed evitare l'aggiramento della città, fu scavato
un tunnel. Era stato creato il primo passante ferroviario d'Italia.
Da lì all'attrezzare alcune stazioncine sotterranee in posizione
strategica in modo da costituire un primo embrione di metropolitana,
il passo fu breve. Oggi possiamo godere dell'insostituibile servizio
di questa linea che è stata denominata 2 dopo l'apertura della
collinare. All'inaugurazione il 20 settembre 1925 da Gianturco a Pozzuoli
con alimentazione a terza rotaia, per scendere giù, furono messe
in servizio delle bellissime scale mobili in mogano e doghette in legno,
autentica novità per Napoli. Sono durate fino al 1990 quando
furono sostituite durante i lavori per ill Campionato del Mondo di calcio.
A Londra in condizioni analoghe, ne hanno conservata una uguale al Museo
dei Trasporti di Convent Garden a futura memoria. Noi invece.......
La linea 1 e la linea 2, trovano proprio qui in piazza Cavour la connessione,
attrezzata con scale mobili e tapis roulant. La 1 è stata altresì
messa in corrispondenza diretta con il Museo Archeologico. Insomma possiamo
dire che oggi, in sotterraneo, c'è una seconda piazza. E sempre
da qui si progetta un'altra linea metro che probabilmente ad aderenza
artificiale, dovrebbe arrivare sulla collina di Capodimonte ed all'omonimo
museo.
Nella stessa cartolina si osserva un vettura tranviaria in servizio
con il numero 4 sulla linea Capodimonte-Torretta.
L'ultima immagine è tratta da una foto di una collezione privata.
E' stata ripresa verso la fine degli anni '30, quando l'ingresso della
stazione Metro è diventato altresì lo stazionamento della
linea auto 6 Porta San Gennaro (Piazza Cavour) Torretta. Evidente che
l'autista impeccabile nella sua divisa con cappello, ha inteso farsi
ritrarre nell'esercizio delle sue funzioni. Per quanto riguarda il mezzo
si tratta di un Fiat 635 del gruppo 611/650 entrato in servizio tra
il 1933 ed il 1934. |

foto 1

foto 2

foto 3

foto 4
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Attualmente
la piazza è sotto sopra perchè interessata da importanti
lavori di riqualificazione talvolta commentati con giudizio anche nel
nostro forum.
Aspettiamo il loro termine per tornare qui a gustare le mille attrattive
che questo quartiere può offrire ancora oggi; e perchè
no, anche una bella pizza margherita.
Grazie dell'attenzione e buona domenica a tutti.
Filobustiere
Tutte
le immagini da cartolina tranne la foto dell'autobus
Collezione Filobustiere
Consultato i preziosi volumi "Storia dei Trasporti Urbani di Napoli" |