Mondo Tram
IL TRAM DEL SABATO di Filobustiere
Ogni sabato appuntamento con un'immagine di tram e la sua storia

(12 novembre 2005) - Napoli: quando i tram si chiamano desiderio

La piazza Trieste e Trento a Napoli (fino al 1919 piazza San Ferdinando) si trova al centro di quello splendido quadrilatero che contiene numerosi monumenti di città: il Palazzo Reale, la chiesa di San Francesco di Paola prospiciente piazza Plebiscito, i palazzi gemelli ospitanti il quartier generale e la Prefettura, il Teatro San Carlo, la Galleria Umberto, il Maschio Angioino, la Chiesa di San Ferdinando. Essa al centro contiene una bella fontana degli anni '50, detta del carciofo per la sua forma tanto somigliante al verde ortaggio. Vi confluiscono la via Toledo, via Chiaia e via San Carlo.

E' porto di mare tra i tanti turisti che ogni giorno la visitano, gli stessi napoletani o le autorità che vi transitano, e le pattuglie delle forze di polizia che stabilmente la presidiano. Insomma si può immaginare che vi regnino sempre confusione e frastuono.

Qualche giorno fa mi trovavo a passare per questo luogo quando fui preso da un inquietante giramento di testa. Potette essere dovuto ad uno sbalzo di pressione oppure al caldo che in maniera innaturale ci sta accompagnando lungo questo autunno.

Ebbi un pò paura e sentii il bisogno di sedermi. Feci cenno al cameriere di uno dei bar che si affacciano sulla piazza che ben mi conosceva. L'uomo pratico, intuì la piccola emergenza e mi fece un segno ammiccante quando già mi ero accomodato su una delle sedie di vimini. L'effetto di benessere che percepii fu immediato: allungai le gambe e rivolsi gli occhi chiusi verso l'alto. Stetti tanto bene che anche il fastidioso e costante rumore sembrò piano, piano allontanarsi per poi svanire del tutto.

Incuriosito di ciò riaprii gli occhi che erano rivolti verso l'alto per la mia posizione distesa. Rividi la cupola della Galleria, la cuspide della Chiesa di San Ferdinando, il tetto che sovrasta la sala del San Carlo, i finestroni dello scalone d'onore del Palazzo Reale. Il silenzio perdurava ed il rumore era forse stato sostituito da un leggero brusio. Lo sguardo era arrivato a livello stradale. Che strano: la fontana non c'era più e neanche le tante auto. Qualche carretto avanzava verso via Roma (Toledo).C'erano tanti passanti che indossavano abiti un pò strampalati. Larghi basoli avevano preso il posto dei sanpietrini ed erano solcati da una coppia di rotaie con la gola. Su quelle rotaie incominciarono a sfilare con calma e decisione tutti gli omnibus e tram che avevano caratterizzato nel tempo il trasporto a Napoli. 

Il giramento di testa era meno che un ricordo. Restai estasiato davanti a quella inusitata parata di vetture in movimento. Non mi sapevo spiegare il fenomeno. Era troppo bello: la spiegazione magari sarebbe venuta dopo. Dopo qualche attimo mi venne una voglia irrefrenabile di condividere quello stato di grazia con Augusto, Alessandro, Paolo, Rosario, Francesco, Maurizio e gli altri. Allungai la mano per prendere il cellulare. Mannaggia: non c'era, forse lasciato in ufficio. Non mi era mai capitato. Allora saltai sulla vettura che più mi affascinava. Una Thomson & Huston in servizio sul n. 4. Fui accolto con stupore da un baffuto bigliettaio in perfetta uniforme dal fregio ATAN che con cortese ma deciso invito mi chiese di fare il biglietto. Pieno di emozione,  gli allungai una manciata di centesimi di euro suscitando la sua vivace reazione. L'Azienda Tranviaria non accettava monete straniere. Straniere? Ma dove viveva quell'ometto? Completamente immerso nel suo ruolo non voleva sentire ragioni. Voleva essere pagato con i soldi che conosceva e per evidenziare la sua insistenza prese a darmi colpetti lì dove la manica si attacca alla giacca. Poi, invero molto strano, si trasfigurò prendendo piano, piano l'aspetto del proprietario del bar che mi ospitava. Questi, continuando a darmi colpetti sulla giacca mi diceva: "Signor Fi (lobustiere) non vi hanno offerto neanche un caffè?". Allora capii: era stato tutto frutto di un bel sogno che mi aveva donato un inaspettato pisolino.

No, signor R.: non c'era bisogno di un caffè per dimostrarmi la vostra ospitalità. Mi avete offerto molto di più; una sedia che si è rivelata magica facendomi sognare. Così hanno trovato vita le mie cartoline di Piazza Trieste e Trento con i tram, osservate ed ammirate centinaia di volte nel desiderio vano di animarle. A questo punto mi chiesi se non stessi ancora sognando.

Uno stracarico bus snodato in servizio sulla linea R2, doppiando la fontana, esalava folate di fumo nero. Intanto verso la Galleria alcuni furgoni della PS con il giroluce blu in azione precedevano il periodico corteo dei disoccupati che si immetteva nella piazza.

Quella senza dubbio era di nuovo la realtà.  

 

Tutte le foto tratte da cartoline della collezione personale  

Foto 1 Cartolina stereoscopica di produzione francese. Ritrae un omnibus (char à bancs: dizione localmente deformata in sciaraballo) tra la Galleria ed il Teatro San Carlo certamente in versione chiusa invernale. Poteva ospitare 12 posti a sedere interni e 10 in piedi. Se la cartolina fosse stata a colori, avremmo potuto individuare la linea esercitata in quanto la tinta ne definiva il servizio. Infatti ogni itinerario era identificato da un colore diverso e ciò, forse, anche per essere di aiuto agli analfabeti. Siamo alla fine dell'800 e la rete contava 8 linee.

Foto 2 Grande via, vai di tram a cavalli. La piazza San Ferdinando (ora Trieste e Trento) è stata da sempre luogo nevralgico per i trasporti pubblici. Il servizio ippotrainato iniziò nel 1875. Nel momento di massima espansione contava un parco di circa 250 vetture "motorizzate" da oltre 1000 animali.

Foto 3 Nello stesso luogo della foto precedente, vediamo la coesistenza tra un tram elettrico ed un omnibus. Si riesce a leggere di lato dell'omnibus il tragitto: San Ferdinando-Museo. La trazione elettrica arrivò in città l'ultimo anno del secolo 19°. Evidentemente gli omnibus non furono immediatamente pensionati ma vissero alcune stagioni di coesistenza con il tram elettrico.  

Foto 4 Una vettura elettrica con posto di conduzione aperto in servizio sulla linea 4. Il percorso era Museo-Torretta.

Foto 5 Via, vai di vetture bidirezionali a San Carlo 

Foto 6 Una bidirezionale dalla veletta e dalla matricola non visibile. Invece sul lato sinistro si distingue un filobus appartenuto alla prima serie di quelli entrati in servizio in città: di costruzione Fiat entrò in servizio nel Maggio del 1940. La serie contava 4 esemplari.

Foto 7 (la 7 dell'elenco) Corre l'anno 1943 ma la cartolina è stata scattata prima della guerra. Arriva una bella vettura a carrelli forse tra quelle assegnate al deposito di Fuorigrotta ed in servizio sul 23. Intanto sul tronchino una vettura bidirezionale matricola 547? operante sul 27 (San Ferdinando - San Martino) attende l'ora della partenza. Ulteriore motivo di interesse viene fornito dalla presenza di due bus della serie Fiat 635. Il primo avanti al tram ed in servizio sulla linea 3 (Piazza Amedeo-Piazza San Domenico Maggiore) istituita il 9/5/1940 e soppressa il 14/6/1940. Ciò ci  potrebbe fare ipotizzare la data di realizzazione della cartolina. La seconda davanti alla Chiesa di San Ferdinando potrebbe essere in servizio sulla linea 1 (Piazza Trieste e Trento-Materdei) 

Consultati con attenzione i volumi "Storia dei Trasporti Urbani di Napoli". Chiedo comunque scusa per eventuali inesattezze.

Grazie dell'attenzione e buona domenica a tutti i trammofili d'Italia

Filobustiere


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