Mondo Tram

TORINO IN TRAM di Mauro P.

La serie 5000 TPR



La motrice 5006 in sosta di servizio in piazza Statuto in attesa di immettersi sulla linea 10 ...
La storia di questi mezzi inizia nel 1989, quando esattamente il 24 febbraio venne presentato alla stampa e alle autorità il primo prototipo di tram di nuova generazione, con pianale (seppur parzialmente) ribassato e linea moderna che si distingueva nettamente dalle precedenti.
Da quel momento iniziò la circolazione sperimentale che portò l'Azienda a decidere di acquistare 54 vetture. Il debutto ufficiale avvenne nel 1990, in occasione dei Mondiali di calcio, quando fu inaugurata la nuova linea 9 per lo Stadio delle Alpi, che inizialmente veniva esercitata con questi tram (vennero sostituiti dalle 7000 qualche anno dopo). Entro un paio d'anni la fornitura poteva dirsi completata. I nuovi mezzi riscossero subito l'apprezzamento dell'utenza, soprattutto quella più anziana che finalmente poteva salire a bordo senza faticose "scalate". Inoltre piacevano (e piacciono tutt'ora) per l'ampio spazio interno e i molti posti a sedere. Le parti anteriore e posteriore mantengono l'altezza standard e sono raggiungibili con alcuni scalini.


...e la stessa in via Monginevro, mentre sta per raggiungere il capolinea di Lesna sulla linea 15.
Di rilievo anche le ampie superfici vetrate. L'unico neo stilistico, volendo, sono le porte a soffietto che stonano un po' su mezzi così moderni. Tra l'altro le stesse (come già sulle ML) sono "banalizzate", ovvero servono indifferentemente per la salita o la discesa. La chiusura viene preannunciata da un segnale acustico come sulle metropolitane. Il colore originario era bianco e grigio tenue con porte gialle ma in seguito furono verniciate interamente di grigio scuro con bande gialle e blu, i colori cittadini. Nel 1996 furono i primi mezzi a sperimentare il sistema di annuncio della fermata successiva con dispositivi sonori e luminosi. Visto che l'iniziativa fu gradita venne estesa alle 7000 ML e ora agli autobus di nuova generazione. Purtroppo non mancò qualche inconveniente durante le corse di prova, soprattutto in curva, quando si verificarono alcuni deragliamenti. Dopo qualche polemica però la situazione si normalizzò e attualmente sono considerati dei mezzi affidabili.
 
Fino a poco tempo fa venivano utilizzati esclusivamente su 2 linee:
 

Linea 4 Piazza Derna - Strada del Drosso
Si tratta della linea tranviaria su cui l'amministrazione cittadina sta investendo le maggiori risorse. Entro la fine del 2004, secondo le previsioni, dovrebbe costituire la dorsale Nord-Sud della città e le nuove motrici in corso di consegna compieranno il tragitto di 18 km in poco meno di un'ora. E' attualmente interessata da numerosi cantieri (vedere rubrica specifica). Attraversa il centro cittadino toccando la zona di Porta Palazzo, il Duomo, la stazione di Porta Nuova (anche se ora è deviata attraverso piazza Castello e i Giardini Reali) e serve gli ospedali S.Giovanni Bosco e Mauriziano. A sud è stata prolungata oltre la Fiat Mirafiori (e forse in futuro arriverà a Stupinigi) mentre a nord si attesterà alla Falchera. Lungo il corso Unione Sovietica da circa una decina d'anni le banchine di fermata sono poste al centro, tra i due binari. Si voleva infatti dare maggiore sicurezza ai passeggeri che in precedenza dovevano scendere su banchine strette che rasentavano la trafficatissima carreggiata. Così facendo era però necessario far transitare le vetture in senso contrario, non disponendo di porte su entrambi i lati. Ecco che il 4 iniziò a circolare sulla sinistra, e se ciò da un lato salvaguardava la sicurezza dei passeggeri non faceva altrettanto con gli utenti della strada. Nei primi tempi capitavano spesso incidenti perché gli automobilisti non si aspettavano di veder arrivare il tram contromano! Ora succede di rado, soprattutto con i forestieri (che non conoscono le bizzarrie tranviarie della città!) o i guidatori distratti. Le polemiche sono però sempre attuali e si sono anche fatte raccolte di firme per protestare contro il sistema in vigore. Malgrado sia una linea importante viene esercitata da anni solo nei giorni feriali e questo è un mistero che nessuno è riuscito ancora a svelare. La speranza è che quando il progetto giungerà a compimento questa lacuna venga colmata e si possa veder sfrecciare il 4 anche di domenica.
 

Linea 10 Via Massari - Piazza Caio Mario
Anche questo è un percorso assai lungo e variegato. Congiunge la zona di Borgo Vittoria situata a nord con la Fiat Mirafiori, passando per le stazioni Dora e Porta Susa, piazza Statuto e per il Politecnico. Il capolinea sud è stato spostato in concomitanza con quello del 4 per creare a Caio Mario una sorta di interscambio con gli altri mezzi. Così facendo è stato però abbandonato lo storico capolinea di corso Tazzoli (a dire il vero non molto distante dall'attuale) che vedeva transitare le motrici del 10 da più di 30 anni. Negli anni '80 fu oggetto di una sperimentazione che pose le basi per il futuro: sull'asse dei corsi Vinzaglio-Duca degli Abruzzi-IV Novembre-Agnelli furono introdotte delle fermate di nuova concezione, ben diverse dal resto della rete, su cui comparirono displays con l'indicazione del tempo di attesa del mezzo successivo. Per l'epoca era davvero avveniristico, ma dopo un certo tempo il progetto fu abbandonato. Le pensiline furono trascurate e divennero oggetto di atti di vandalismo, cosicché si è deciso in tempi recenti di uniformarle alle altre, che nel frattempo sono state rinnovate. E' curioso notare che il sistema di segnalazione dei tempi di attesa si è ora diffuso in molte zone della città, ma non sulla linea 10 dove le fermate "intelligenti" sono ancora una minoranza!
 

Queste le linee storiche servite dalle motrici serie 5000. A partire però dalla primavera 2003, esse hanno fatto la loro comparsa anche sulle linee 15 e 18. Prima sporadicamente, ora sempre più massicciamente, anche grazie all'impiego sul 4 delle nuove motrici Cityway. Rappresenta senza dubbio una svolta, perché per la prima volta vengono utilizzate su linee che non dispongono di lunghi tratti in sede protetta, ma tutt'al più di corsie preferenziali. Inutile dire che l'iniziativa sta avendo successo, anche se segna inesorabilmente la lenta scomparsa delle vecchie "arancioni"...